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Combat / gennaio 2020
Kristen Geil, Reebok Contributor

Per una settimana, mi sono allenata come fanno i pugili professionisti. Ecco com'è andata

I pugili professionisti, quelli della graduatoria "pound for pound", sfoggiano una forma fisica a dir poco impeccabile. Vi siete mai chiesti come riescono a ottenere risultati tanto sorprendenti? Io sì, e la risposta è che è ancora più difficile di quanto possa sembrare.

È martedì mattina. E io, indossando un guanto da boxe, cerco tenere un biglietto da visita al lato del volto, mentre un pugile dal torace scolpito allunga il braccio sinistro nella mia direzione con movimenti lesti e risoluti. La mia missione: fare di tutto per tenere questo sottile pezzetto di carta sempre incollato alla guancia, senza lasciarlo cadere qualunque cosa accada. L'allenatore mi spiega infatti che abbassare la guardia è sempre una cattiva abitudine, poiché mi renderebbe vulnerabile agli attacchi dell'avversario. A dirla tutta, io sono più preoccupata di ritrovarmi con una sgradevole macchia di inchiostro sulla faccia, che a questo punto è già coperta di sudore. 
 
Ma forse conviene fare un passo indietro. Vi starete chiedendo se mi stia allenando per diventare una pugile professionista. La risposta è no, o almeno non proprio... Dopo un anno di lezioni di pugilato al TITLE Boxing Club e qualche mese di allenamento con focus pad, ho pensato fosse arrivato il momento di alzare la posta. I pugili professionisti hanno un fisico invidiabile e sono anche estremamente rapidi; qual è il loro segreto? Ma, soprattutto, sarei in grado anch'io di seguire la stessa routine di allenamento per una settimana? 
 
Per scoprirlo, ho chiesto a Courtney Belcastro, storica allenatrice di TITLE, di elaborarmi un piano di training che mettesse davvero alla prova le mie capacità, con l'obiettivo di perfezionare la tecnica e, se possibile, farmi anche superare l'angoscia di essere colpita. Programma alla mano, ho dunque deciso di mettermi all'opera. Ecco com'è andata:
 

Giorno uno: Condizionamento cardio-respiratorio + Difesa con focus pad + Training con sacco pesante

Iniziano a tremarmi le ginocchia non appena vedo il programma della giornata. Trenta minuti di corsa ancora prima di indossare il guantone? E un'ora di allenamento subito dopo? Comincio subito a dubitare della mia determinazione iniziale (e mi chiedo anche quanti reggiseni sportivi mi toccherà mettere in lavatrice alla fine della settimana).
 
Il conditioning si sarebbe rivelato una componente fondamentale della mia settimana di training. È vero che nel pugilato ogni round dura solo tre minuti, ma l'intensità dei movimenti è costante: i battiti cardiaci crescono, l'afflusso di sangue aumenta e non c'è mai occasione di riprendere fiato. La forma fisica è dunque fondamentale, altrimenti si rischia di fare movimenti sbagliati e finire subito al tappeto con un colpo al torace. 
 
 
Dopo la corsa, l'allenatore dà inizio alla sessione di difesa chiedendomi di mostrargli la mia posizione di guardia. Ed ecco che assumo quella che ritengo essere una posizione di guardia credibile. “Aspetta, ci vuole qualche correzione” mi dice lui, mentre io abbasso lo sguardo in direzione dei leggings e mi chiedo perché non sia nemmeno in grado di adottare una postura decente. Sarà una settimana decisamente lunga.
 

Giorno due: Focus pad + Strength training 

 
Dopo un'intensa notte di riposo (era un pezzo che non dormivo così), al mio arrivo in palestra mi sento sorprendentemente in forma. Inizio il riscaldamento con 15 minuti di salto con la corda. E anche questa non è un'impresa da poco. Ricordo che in quinta elementare era molto più semplice, ma da adulta fatico a reggere anche per un solo minuto. 
 
La sessione di oggi è incentrata sulla tecnica, per massimizzare la potenza di "jab" e "cross" senza accompagnare i colpi con movimenti eccessivi. "Non così tanto" diventa il mio mantra, mentre tento di concentrarmi sull'esecuzione di colpi dritti senza allungare il braccio come se stessi lanciando una pallina da baseball.
 
Il pomeriggio è invece scandito da sessioni di strength training e, tra un set e l'altro, l'allenatore mi spiega anche come posizionare correttamente i piedi sul ring. "I piedi dovrebbero sempre essere posizionati in modo tale da permetterti di abbassarti in una posizione di squat," mi dice. Proprio come la posizione di guardia in cui mi ero esercitata il giorno prima! Direi che la prima lezione è stata ampiamente recepita.
 

Giorno tre: Condizionamento cardio-respiratorio + Difesa con focus pad

 
Oggi iniziamo con una sessione di allenamento a intervalli su treadmill, confermando la mia convinzione che questa macchina abbia l'inspiegabile potere di rallentare il tempo a dismisura. Durante la lezione di difesa, imparo come incassare un colpo in direzione del torace (il modo migliore è contrarre gli addominali e proteggere gli organi con gli avambracci). Provo anche a non socchiudere gli occhi ogni volta che il pugno dell'allenatore si muove nella mia direzione, ma per quello ci vorrà ancora un po' di pratica. Sembra proprio che tenere gli occhi bene aperti sia indispensabile nel pugilato professionistico (ridete pure se volete, ma sappiate che è più facile a dirsi che a farsi). 
 

Giorno quattro: Condizionamento-focus pad + Potenziamento lower body

Sotto la guida di Belcastro, mi preparo ad affrontare la giornata di allenamento più impegnativa del mio programma settimanale. Con il timer impostato su otto round da tre minuti ciascuno, attraversiamo incessantemente il ring da parte a parte mentre Belcastro impartisce una serie di combinazioni che il mio cervello non riesce interamente a recepire. Tra un round e l'altro mi dedico a sessioni di "recupero attivo", in cui si susseguono sprint, burpee, squat jump e altri esercizi pilometrici. Concludiamo in bellezza con un workout che prevede Assault bike e slam ball, al termine del quale mi ritrovo distesa sul pavimento per non meno di dieci minuti nel tentativo di riprendere fiato.
 
Il lower body workout previsto per fine giornata non sembrava poi così male. Ma, dopo un pisolino accidentale sul divano alle cinque del pomeriggio, non ce l'ho proprio fatta a uscire di casa, specie per tornare in palestra.
 
 
"Non importa", mi rassicura Belcastro. "È normale regolare l'intensità dell'allenamento nel corso della settimana; è questo l'approccio che adottiamo con i pugili professionisti", dice. Sembra infatti che i veri atleti tendano ad attribuire maggiore priorità alla fase di recupero per massimizzare i risultati dell'allenamento. Ecco, questa sì che è una buona notizia.
 
Rincuorata, decido di andare a letto presto.
 

Giorno cinque: Strength training + Recupero

Non a caso, la giornata di allenamento successiva lascia più spazio al recupero (anche se non prima di aver affrontato una sessione di strength training di un'ora, s'intende). Il recupero prevede una scelta tra yoga, stretching, crioterapia, sauna a infrarossi o altre attività "rilassanti", come specificato sul programma. Scelgo dunque la sauna a infrarossi, che mi sembrava l'opzione più allettante.
 

Giorno sei: Training con sacco pesante + Focus pad

 
Dopo cinque giorni di allenamento intensivo, noto un netto miglioramento a livello della posizione di guardia e del posizionamento dei piedi, e mi sono ormai completamente abituata a tenere sempre i guantoni appiccicati agli zigomi quando non sono intenta a sferrare colpi. Durante la sessione con focus pad, Belcastro nota che i miei colpi sono più determinati e che ora sono io a rincorrerla sul ring per cercare di intrappolarla negli angoli, invece del contrario. Finalmente inizio a sentirmi come una pugile a tutti gli effetti.
 
 BoxingGlove

Giorno sette: Difesa con focus pad + Tecnica con focus pad

 
La settimana sta per volgere al termine. È la mia ultima sessione di difesa e il mio allenatore decide di tirare fuori uno di quei tubi di gommapiuma, simili a quelli che si vedono nelle piscine. Lo usa per tentare di colpirmi, mentre io cado a terra, mi rialzo e rispondo in contrattacco fino alla fine della lezione. 
 
L'ultimo workout con focus pad è invece l'occasione per mettere in pratica tutti gli insegnamenti acquisiti nel corso della settimana; la sessione si concentra su combinazioni più lunghe, movimenti più complessi e cross più potenti che mi coinvolgono ogni muscolo del corpo. A un certo punto, il mio attacco è così potente da far cadere il pad dell'allenatore. Certo, è successo solo perché ho sbagliato la combinazione sferrando un colpo inatteso, ma è stata comunque una bella soddisfazione! 
 

Ed è tutto!

 
Quindi, che cosa ho imparato nel corso della settimana? Sembrerà strano, ma ho capito che il riposo è importante. Tra l'allenamento, un lavoro a tempo pieno e l'insegnamento di un corso di fitness di gruppo, durante il giorno ero esausta e la notte mi ritrovavo a dormire sempre sodo. Il recupero è una parte importantissima dell'allenamento.
 
Il potere della ripetizione non va sottovalutato. Ripetere i movimenti centinaia di volte è l'unico modo per perfezionare la traiettoria del jab e mantenere una linea retta per tutto il percorso, muovendo al tempo stesso i piedi da una parte all'altra per non essere mai colti impreparati dall'avversario. 
 
Infine, il condizionamento cardio-respiratorio è la chiave di tutto. Senza, è praticamente impossibile durare otto round. 
 
Quindi, dopo una settimana di pugilato intensivo, sono pronta per affrontare il mio primo incontro? Assolutamente no. Ma la prossima volta che qualcuno cercherà di mettermi KO con un galleggiante di gommapiuma, saprò senz'altro come difendermi.
 

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