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/ luglio 2019

Giulio Silvino e Bernard Luzi conquistano l’accesso ai Reebok CrossFit Games per il terzo anno consecutivo.

I due atleti Reebok si sono confermati dei veterani della categoria Master portando nuovamente la bandiera italiana a Madison.

Quest’anno per la terza volta consecutiva, Giulio Silvino e Bernard Luzi hanno conquistato l’accesso ai Reebok CrossFit Games nonostante un cambio nel Rulebook della competizione che ha reso ancora più difficoltoso raggiungere questo traguardo. I due atleti Reebok si sono confermati dei veterani della categoria Master portando nuovamente la bandiera italiana a Madison. 

Silvino-Luzi

-          Come sono state le qualificazioni del 2019? in cosa hanno differito rispetto alle precedenti?

G: Il sistema di qualificazione è lo stesso degli scorsi anni, solo che gli slot a disposizione erano 10 anziché 20 ed i workout erano 5 anziché 4 da fare in 4 giorni, e si è aggiunto un anno e qualche infortunio sulle mie spalle.

B: Le qualifiche sono andate meglio del previsto, mi sono guadagnato un 6º posto, nonostante io sia di un anno più vecchio- 48 anni, nella categoria 45-49. I posti a disposizione sono stati dimezzati e per guadagnare uno degli slot abbiamo dovuto affrontare un workout in più rispetto agli anni precedenti, 5 workout da fare in 4 giorni.

-          Il mondo del CrossFit e delle competizioni ufficiali CF si sono evoluti molto in questi anni, com’è cambiato il tuo approccio al mondo competitivo sia da un punto di vista di atleta che da un punto di vista umano?

G: Il mio approccio  al mondo delle competizioni non è cambiato, per gareggiare c'è bisogno sempre di motivazione, attitudine, mental toughness, e spirito di sacrificio, quello che ho cambiato insieme al mio coach, Matteo Fuzzi, è  il metodo  di allenamento: più intensità, meno volume, e dal punto di vista umano, me la vivo con più serenità rispetto agli anni passati.  

B: Il mio approccio è sempre stato lo stesso, se sei cresciuto in un ambiente disciplinato come quello del nuoto non puoi far altro che replicare quello che ti è stato insegnato. Rispetto delle regole e duro lavoro. Non esistono scappatoie.

-          Madison. Cosa ti aspetti di trovare là quest’anno? Cosa vorresti portarti a casa non solo da un punto di vista di atleta ma anche umano?

G: Sono alla mia terza partecipazione ai Reebok CrossFit Games, come le precedenti, ci saranno delle sorprese, d'altronde lo spirito del CrossFit è quello di essere pronti all’imprevedibile, e gli organizzatori sicuramente ci riserveranno eventi mai visti. Ogni anno l’esperienza dei Games accresce il mio bagaglio sportivo, guardare da vicino gente come Fraser per dirne uno, è una fortuna, allo stesso modo, si creano delle sinergie e delle nuove amicizie con le persone che conosci che solo il CrossFit riesce a creare.

B: Porto con me l’amore delle mie figlie e della mia famiglia, loro non hanno mai dubitato nè esitato. Loro spingono affinché io possa fare ciò che mi fa stare bene. Anche i social mi hanno fatto capire quanto la gente ci tenga, ricevo un sacco di messaggi pieni di complimenti, di stima, e di in bocca al lupo per questa ennesima qualifica alla gara mondiale più importante dell’anno.

-          Se dovessi raccontarci di te, come ti descriveresti in una parola?

            G: Tenace

            B: Tenace

-          Rispetto alla partnership con Reebok, qual è l’aspetto di questo brand in cui maggiormente ti identifichi?

           G: La serietà e soprattutto il rapporto umano, non è facile avere un rapporto così familiare con un brand di una azienda di livello mondiale.

           B: L’hashtag #BeMoreHuman calza a pennello, io non sono uno dei tanti supereroi, io non sono incredibile (non-credibile), sono Bernard Luzi che tutte le mattine si alza fa colazione                     con le bimbe e le porta a scuola o al centro estivo d’estate. Mi piace vincere e divertirmi, e lo sport in questo contribuisce molto.”

Bernard Luzi

-          Questo sport, il CrossFit, ha come uno dei principi di base il creare una condizione di fitness in grado di renderci pronti all’unknow…all’inatteso. Gli on-line qualifier  ed ora i Games ti mettono nelle condizioni di sperimentare questo principio portante. Qual è il tuo rapporto con l’inatteso come atleta? Come ci convivi e come lo affronti?

G: Gli online qualifier, svolgendosi all’interno di un box, hanno poco di Unknow, sono un upgrade degli Open, carichi più alti e qualche Hi skill in più, mentre invece i Games rispecchiano in pieno il principio dell’inatteso: nuovi attrezzi, attività in acqua, pseudo attività militari e di soccorso, eventi che solo a leggerli ci si stanca. Sinceramente affrontare nuovi eventi mi piace, avendo una buona abilità motoria riesco a meccanizzare in tempi brevi nuovi movimenti.  

B: Lo affronto con molta serenità, ho lavorato molto sulle mie debolezze, e ho visto che in 7 anni di CrossFit più affronto situazioni nuove e anomale e più facilmente riesco ad adattarmici. Quindi, sono sempre pronto a sperimentare.

-          Quanto è importante il supporto di qualcuno in un percorso da atleta? Non solo di un coach ma anche di training mate con cui condividere i workout? Qual è il legame che si crea?

G: “Together is better” non sono parole casuali, allenarsi con un training mate fa la differenza, è vero che le motivazioni e gli stimoli bisogna averli dentro, ma avere un compagno con cui allenarsi amplifica quello che si ha dentro, e fa diventare le giornate NO  in giornate SI .

Il coach è quello che ti batte il cinque quando fai qualcosa di buono, loda le tue gesta quando raggiungi un traguardo, e quello che ti dice quello che non vorresti mai sentirti dire però è la verità che spesso nascondi a te stesso, è quello che se sei in giornata no ti manda via dal box, è quello che propone ma non impone,  e quello che durante il warm up pre gara sta in silenzio al tuo fianco, incrocia il tuo sguardo ed annuisce con la testa in segno di approvazione, tutto il concetto è riassumibile  in due parole” MATTEO FUZZI”

B: Avere un training mate di alto livello aiuta moltissimo, avere più atleti con cui confrontarsi quotidianamente aiuta ancor di più. Cerco sempre qualcuno da inseguire, non sarò mai il più forte se non posso misurarmi.

Giulio Silvino 2

-          Non sei solo un atleta ma anche un coach. Qual è la cosa che più ti piace del coaching? Cosa porti della tua esperienza di Atleta nell’insegnamento? Qual è la cosa - dal punto di vista di atleta - che vuoi principalmente trasmettere a chi fa CrossFit per diletto?

G: Io cerco di scindere il coaching da chi fa CrossFit per diletto con la mia esperienza da atleta, chi lo fa per diletto, cerca il benessere e la forma fisica, e non la prestazione, l’errore di tanti coach è quello di trattare chi fa le classi come se fosse un agonista, io cerco di esaudire le esigenze dell’utente rispettando i principi del CrossFit!! 

B: Cerco sempre di trasmettere tutto ciò che ho imparato da solo, dai miei insegnanti, siano essi genitori, compagni di spogliatoi, professori, allenatori, avversari ma soprattutto dai miei errori.

La cultura senza esperienza non ti rende credibile, l’esperienza senza cultura ti rende prevedibile e incompleto. L’esperienza sportiva va rafforzata con l’aggiornamento continuo, posso trasmettere le mie esperienze ma rafforzate da idee e concerti nuovi. 

Distrarsi guardando il timer che scorre o seguendo il ritmo di un altro atleta defocalizzano il tuo lavoro, dai sempre il meglio di te, non badare agli altri, tu stesso saprai quando è ora di dare il massimo, e se ancora non lo hai capito allora chiedi e ascolta il tuo coach.

IN BOCCA AL LUPO RAGAZZI!

STAY TUNED!

/ luglio 2019