alert-erroralert-infoalert-successalert-warningbroken-imagecheckmarkcontact-emailcontact-phonecustomizationforbiddenlockedpersonalisation-flagpersonalizationrating-activerating-inactivesize-guidetooltipusp-checkmarkusp-deliveryusp-free-returnsarrow-backarrow-downarrow-left-longarrow-leftarrow-right-longarrow-rightarrow-upbag-activebag-inactivecalendar-activecalendar-inactivechatcheckbox-checkmarkcheckmark-fullclipboardclosecross-smalldownloaddropdowneditexpandhamburgerhide-activehide-inactivelocate-targetlockminusnotification-activenotification-inactivepause-shadowpausepin-smallpinplay-shadowplayplusprofilereloadsearchsharewishlist-activewishlist-inactivezoom-outzoomfacebookgoogleinstagram-filledinstagrammessenger-blackmessenger-colorpinterestruntastictwittervkwhatsappyahooyoutube
Style / gennaio 2019
Danielle Rines, Reebok

New Machine ci racconta perché vale la pena scegliere una strada alternativa

Le Reebok Aztrek sono uscite nel 1993. Una scarpa da running come nessun'altra, progettata per adattarsi a qualsiasi superficie grazie a una tecnologia talmente innovativa da potersi definire pionieristica. Queste sneaker che era davvero audace per l'epoca, tornano oggi per la gioia di chi ha voglia di esprimere un proprio stile.    

Ecco perché Reebok Classic ha deciso di collaborare con il cantante, chitarrista e produttore britannico Adam Jordan, meglio conosciuto come New Machine, artista che è stato capace di farsi strada nell'industria musicale. Fin da giovanissimo, Adam ha intrapreso una via alternativa per la sua carriera e il suo coraggio è stato ripagato. Abbiamo chiesto ad Adam di raccontarci come gli anni '90, decennio della sua nascita, lo abbiano ispirato nell'affrontare le sfide della sua vita e perché imboccare una strada diversa sia una scelta vincente.

-----------  

Credo che ognuno di noi si senta profondamente legato dell'epoca in cui è cresciuto. Gli anni '90 sono stati un periodo molto stimolante dal punto di vista musicale, cinematografico e sicuramente per la moda. Hanno avuto una grande unfluenza su di me, in particolare sul mio stile, perché la scena grunge e dei rave era molto presente, pressante quindi oltre alla fase metal, questo è quello in cui sono cresciuto.

C'è sempre stato un interesse da un punto di vista stilistico, più nel rave che in altro. Si portavano occhiali giganteschi e tute pazzesche. Negli anni '90 tutto era esagerato e penso che molti di questi elementi stiano iniziando a ricomparire, come le Aztrek. Ho sempre adorato mettermi in mostra e risultare diverso. Credo di essere stato un bambino un po' differente, strano. Sono cresciuto indossando jeans baggy e strappati con le catene appese e i rasta rossi. All'epoca amavo lasciare la gente a bocca aperta.  E' la ricerca di quei momenti unici che ti posizionano diversamente che cerco ancora oggi.

Aztrek_Top_1

Per esempio, la fascia bianca che a volte indosso sul viso. Oggi è difficile differenziarsi o dire cosa distingue un artista dall'altro ecco perché ho voluto qualcosa che affermasse la mia identità, che mi rendesse riconoscibile.    

Ho attraversato fasi differenti nella mia vita. Sono stato un metallaro, poi alle superiori mi sono appassionato di R&B, per poi passare all'hip hop e alla dance. Ma una delle principali battaglie, per me, è la motivazione. Rimanere motivato. Capita spesso che si lavori senza un compenso o nemmeno un'amichevole pacca sulla spalla.  Che è poi quello che motiva la gente a continuare. Questo è un ostacolo che va superato, rimanere corretti, disciplinati se possibile.

Io cerco di mantenermi sano reinventandomi e producendo quanti più tipi di musica possibile. Non mi piace essere inserito in un genere o fare la stessa cosa per troppo tempo. Sono fiero di essere partito dalla musica metal per passare al grunge e al pop. Che non è sicuramente quello che diresti che faccio, guardandomi!

Aztrek_Top_3

Ho rischiato molto, con la musica che ho iniziato a fare, nell'ultimo anno e mezzo arrivando da dove arrivo io e facendo pop music o pop dance, non è la norma. Per mettermi alla prova come musicista mi sono dedicato a un nuovo genere con cui in principio non avevo molta confidenza e in cui ho trovato qualcosa che amavo. Ho capito che in realtà era più difficile di quanto pensassi.

Il 90% delle volte che entro in studio mi piace lavorare con artisti sconosciuti che con personaggi noti, perché è divertente ripetere in continuazione per trovare il giusto suono con chi non ha ancora la sua identità definita.

Aztrek_Top_2

Mi piace tenere la gente sulle spine. Mi piace rompere i confini e giocare con i suoni. Credo che non abbia alcun senso fare musica senza oltrepassare i limiti almeno un po'.

Per maggiori informazion i sulle Aztrek, clicca qui.

Style / gennaio 2019
Danielle Rines, Reebok