alert-erroralert-infoalert-successalert-warningarrow-left-longbroken-imagecheckmarkcontact-emailcontact-phonecustomizationforbiddenlockedpersonalisation-flagpersonalizationrating-activerating-inactivesize-guidetooltipusp-checkmarkusp-deliveryusp-free-returnsarrow-backarrow-downarrow-leftarrow-right-longarrow-rightarrow-upbag-activebag-inactivecalendar-activecalendar-inactivechatcheckbox-checkmarkcheckmark-fullclipboardclosecross-smalldownloaddropdowneditexpandhamburgerhide-activehide-inactivelocate-targetlockminusnotification-activenotification-inactivepause-shadowpausepin-smallpinplay-shadowplayplusprofilereloadsearchsharewishlist-activewishlist-inactivezoom-outzoomfacebookgoogleinstagram-filledinstagrammessenger-blackmessenger-colorpinterestruntastictwittervkwhatsappyahooyoutube
Style / luglio 2018
Danielle Rines, Global Newsroom

La riedizione delle OG degli anni ‘90 che aspettavi: le Aztrek

Gli anni ‘90 sono tornati. Recentemente abbiamo assistito a un ritorno in grande stile del passato sulle passerelle e su Instagram, ma Reebok Classic ha fatto un passo avanti con l’uscita di una delle sue iconiche silhouette degli anni ‘90.

Proprio così: Reebok Classic ha riaperto gli archivi per riportare sulle strade le originali sneaker Aztrek. 

Quando fu lanciata nel 1993, la Aztrek era una scarpa running all’avanguardia che combinava una funzionalità unica a un design innovativo con la tecnologia hexalite. L’uomo al quale si deve la nascita di questo design esclusivo era l’ex calciatore, divenuto disegnatore di calzature, Christian Tresser, designer alle prime armi con una prospettiva innovativa sul mondo delle calzature. 

“La Aztrek fu letteralmente la prima scarpa che ideai nella mia carriera. Non sapevo molto di scarpe da corsa all’epoca e in generale non sapevo nulla di design di calzature. Ero così impreparato in questo ambito da affrontare tutto d’istinto”, racconta Tresser.

E funzionò. La visione di Tresser fece in modo che le Aztrek contribuissero alla svolta di Reebok, dando all’azienda l’ispirazione per fare scelte coraggiose. In un decennio dominato da un look ispirato al grunge e alle mode dei video hip-hop, gli anni ‘90 furono per Reebok un periodo di successo assoluto.   

Negli anni ‘90 i designer non erano sottoposti all’obbligo di dover replicare quello che era stato fatto in passato. Questa mentalità fu ciò che consentì ai designer Reebok di sentirsi liberi e pensare fuori dagli schemi spingendosi oltre i limiti. Il design delle Aztrek fu ideato da una semplice bozza e da un’intuizione. 

 

The first shoe I designed after being hired in ‘91. The 1992 Reebok Aztrek.

A post shared by Christian Tresser (@christiantresser) on Jan 15, 2018 at 10:04am PST

“Non sapevo quello che stavo facendo, ma volevo un look diverso collegando elementi che tradizionalmente erano separati”, spiega Tresser.  

“Avevo in mente un'idea di asimmetria e sperimentavo  cose diverse. Suppongo che non dovrei ammettere che non sapevo cosa stavo facendo, ero guidato dall'intuizione e cercavo la mia strada nel design delle calzature”.

Negli anni ‘90, un’era caratterizzata dal vero individualismo, ci si esprimeva con l’abbigliamento e gli accessori. Oggi, dopo oltre due decenni dal suo ingresso nel mercato, la Aztrek rimane una visione straordinaria di stile sportivo rétro.

“Non avevo molte competenze in fatto di design di calzature, e proprio per questo non dovevo sottostare ai limiti imposti dalle conoscenze dell’epoca. A volte  la mancanza di conoscenze porta a nuove idee. Tutto è una novità, ed è fantastico poter sviluppare idee senza sentirsi influenzati dai canoni del settore”.

Con il carattere degli anni ‘90 infuso nel suo design, il revival delle Aztrek ne conferma la loro intramontabilità. Una sneaker che trascende il tempo e continuerà ad avere un impatto sullo stile e sul design del futuro.

Anche se è stata introdotta negli anni ‘90, prima di Internet e prima che i social network la facessero da padroni sui nostri schermi, le Aztrek stanno tornando in grande stile. La tua collezione di sneaker è oggi ancora più trendy.

Style / luglio 2018
Danielle Rines, Global Newsroom