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Running / febbraio 2018

Il Team Reebok presenta Running Charlotte

Carlotta Montanera è una runner che ama quello che fa. Il suo obiettivo è partecipare alla Maratona di Boston il 16 aprile. L'abbiamo intervistata per scoprire qualcosa in più di lei e del suo spirito #BeMoreHuman.

Running Charlotte è una donna che ama quello che fa e lo dimostra tutti i giorni. La sua passione per il running nasce da una consapevolezza: lo sport è parte integrante del proprio benessere fisico, mentale e sociale, in pieno stile #BeMoreHuman. Era chiaro che il suo destino si sarebbe prima o poi incrociato con Reebok, attento a raccontare le storie comune di gente straordinaria.

Carlotta da sempre ha un sogno, partecipare alla Maratona di Boston. Reebok ha deciso di essere al suo fianco in questa sua avventura. Da oggi seguiremo la corsa di Carlotta verso Boston. Insieme a lei capiremo come ci si prepara all’obiettivo di una vita.

A Carlotta abbiamo chiesto di raccontarci un po’ di lei. Non perdetevi la sua intervista.

Ciao Carlotta, raccontaci un po’ la tua storia e come è nata la passione della corsa.

Non sono mai stata una ragazzina sportiva. Non che non praticassi sport, ma non mi sentivo a mio agio con lo sport, soprattutto con tutto quello che riguardava le competizioni.

Poi a 22 anni ho sentito la necessità di prendermi cura di me, della mente, del cuore e anche del mio corpo. E ho iniziato a correre, senza obiettivi cronometrici, solo qualche metro in più ogni giorno, giusto per vedere se mai sarei arrivata alla fine del parco.

Sono passati tredici anni e quel parco è diventato il luogo in cui mi sento me stessa. Corro ogni giorno, ho cambiato lavoro e ho scelto di dedicarmi allo sport a tutto tondo. Mi occupo di tutti coloro che, come ho fatto io tredici anni fa, vorrebbero iniziare a prendersi cura di loro stessi, a 360 gradi. La corsa non è soltanto un mezzo per stare bene fisicamente, ma migliora il pensiero, stringe relazioni, ci rende positivi e sicuri di noi. Ci permette di scoprire il nostro lato migliore.

Quali sensazioni provi quando ti prepari per una gara?

Le gare per me sono come cene di gala.

Immaginate di dover organizzare il vostro matrimonio, il vostro compleanno, una festa a cui tenete. Di preparare i dettagli, l’abito, il menu, di invitare le persone alle quali tenete, mettervi a dieta per entrare nel vestito elegante.

Per me prepararmi ad una gara è molto simile. Mi emoziono a partire dal primo allenamento, Penso a i dettagli, mi preparo, curo tutti gli aspetti fino al giorno fatidico, in cui normalmente sprizzo allegria.

La gara per me è un giorno di enorme gioia, ma questa gioia è il culmine dei mesi precedenti. L’allenamento è forse la parte più emozionante di una gara, osservarsi migliorare, ma anche superare le difficoltà, cercare le soluzioni. Fino a scegliere l’outfit perfetto, la scarpa giusta, l’alimentazione.

Alcuni interpretano la gara come un esame. Per me invece è la festa di laurea.

Il 16 aprile parteciperai alla Maratona di Boston. Perché questa Maratona ha un significato particolare per te e per la tua storia da runner?

La Maratona di Boston per me è il massimo. Boston è la maratona più antica ed è la prima alla quale ha partecipato una donna. Inoltre è una delle “Six Majors”, le maratone più prestigiose al mondo, insieme con Berlino, Londra, Tokyo, New York e Chicago. Per potervi accedere è necessario avere un tempo minimo sulla distanza. Il giorno che è arrivata la mail di accettazione della mia domanda ho pianto di gioia.

Tutti sognano New York, perché New York è la maratona più popolare. Si dice, però, che i maratoneti “seri” sognino Boston, perché è la più prestigiosa. Non saprei dare un significato all’aggettivo “seri” perché per me chi si allena per una maratona è serio a prescindere, ma io da quando ho iniziato a preparare maratone ho sempre sognato Boston.

Come ti prepari ad una maratona?

Per preparare una maratona mi avvalgo di un coach che mi supporti con un piano personalizzato. Credo poco alle tabelle generiche e ho sempre scelto di affidarmi all’esperienza di qualcuno. Sono a mia volta allenatore, ma non mi sono mai allenata da sola. Ritengo fondamentale avere un’opinione esterna, Inizio tre mesi prima della gara con l’allenamento specifico e mi dedico a lunghi, ripetute, medi e gare di transizione con grandissimo impegno. Non ho paura della fatica, anzi, come un giorno mi disse Lucilla Andreucci, maratoneta azzurra e vincitrice della maratona di Milano, LA FATICA E’ VITA.

Corro da 80 a 110 km settimanali e cerco di focalizzarmi non solo sulla quantità ma anche sulla qualità, abbinando alla corsa esercizi di tecnica e di potenziamento muscolare, fondamentali per limitare gli infortuni.

Quanto è importante scegliere l’outfit e la scarpa giusta per aumentare le prestazioni in gara o durante l’allenamento?

È vero che quarant’anni fa si correva con le braghine di cotone e le scarpe di cuoio e si andava bene ugualmente, ma scegliere abbigliamento e scarpe perfette per noi è fondamentale.

Ognuno ha delle caratteristiche antropologiche differenti e non esiste la scarpa universale. Ognuno deve scegliere quella giusta per sé. Idem per l’abbigliamento.

Quando scelgo una scarpa e l’abbigliamento per allenamenti e gare voglio sentirmi bene, libera. Le scarpe che amo sono quelle che mi permettono di sentire il terreno e lasciano il piede libero di muoversi. Una intersuola morbida e una tomaia confortevole sono la base per esprimere al meglio la mia potenza di corsa. L’abbigliamento, invece, deve liberare il movimento. Non deve tirare, graffiare, surriscaldare. Deve essere morbido ed elastico. E poi, lo confesso, devo sentirmi bellissima quando corro.

Quali sono i primi tre consigli che daresti a chi sta per iniziare un programma di allenamento per una maratona?

Chiunque voglia iniziare ad allenarsi per una maratona deve seguire questi tre consigli. Deve volersi bene prima di tutto. Questo significa ascoltare il proprio corpo, rallentare quando siamo troppo stanchi e non raccontarsi scuse per poter saltare gli allenamenti. Se non andiamo come vorremmo dobbiamo perdonarci, ma non dobbiamo arrenderci alle prime difficoltà. Tutti possono correre una maratona con soddisfazione.

Il secondo consiglio è di essere sempre felici di quello che si sta facendo. Molte persone non possono permettersi il privilegio di correre a causa di problemi di salute o anche di problemi di natura sociale ed economica. Ogni volta che corriamo dobbiamo pensare a quanto siamo fortunati, ma questo vale non solo per i maratoneti, vale per tutti.

In ultimo, i miracoli non esistono. Se volete correre una maratona dovete allenarvi, fare fatica, rinunciare a qualche vizio. Anni fa seguivo una ragazza che il sabato sera faceva le 4 del mattino con gli amici e poi la domenica non riusciva a portare a termine nessun lungo. Alla fine ha mollato. Non dobbiamo smettere di divertirci, ma dobbiamo mettere in conto una buona dose di impegno. Senza impegno non si va da nessuna parte. 

Come applichi il nostro mantra #BeMoreHuman nella tua attività?

Io mi sento umana prima di tutto. Ottengo dei buoni risultati nella corsa, ma prima di tutto sono una donna e una persona. Cerco di prendere la corsa come un gioco bellissimo al quale ho la fortuna di poter partecipare. Resta tuttavia un gioco e non deve diventare una ossessione. Adoro l’allenamento e lo affronto con il sorriso, ma non ho mai l’ansia da prestazione che vedo cogliere alcuni amici.

Se sbaglio un allenamento non mi abbatto, se una gara non va come vorrei arrivo in fondo per rendere onore a quello che il mio corpo mi permette comunque di fare. Mi rispetto e rispetto tutti gli altri, qualsiasi siano le loro prestazioni.

E poi cerco di ridere sempre, soprattutto di me. Di sorridere per lo più.

Benvenuta nel Team Reebok Carlotta.

Running / febbraio 2018