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Running / novembre 2016

Reebok Spartan Race Taranto, una coppia con la stessa passione!

Lo sport è la sua passione, uno stile di vita e non potrebbe più farne a meno! Stiamo parlando di Karen Pozzi che ha vissuto, insieme al suo compagno di vita e di corse, il terzo appuntamento di Reebok Spartan Race a Taranto lo scorso 29 Ottobre! Ecco il racconto della sua avventura Spartana!

"Milano, Spartan Race Super, Luca finisce la gara con un tempo da élite. Subito scatta la sfida, vuole provare a concorrere in questa categoria e scopriamo che a Ottobre ci sarà per la prima volta la versione Beast a Taranto, di circa 20 km (che poi erano 25) e 39 ostacoli. Si iscrive ed io invece opto per la Super da circa 13km e 25 ostacoli.

Reebok Spartan Race - Beast, 29 Ottobre 2016

Luca si posiziona alla linea di partenza e io ho il cuore in gola, sono preoccupata per quello che lo aspetta, ma credo in lui. Mi posiziono all’uscita del tratto di mare che avrebbe dovuto percorrere e con tutto il pubblico attendo l’arrivo dei primi concorrenti. Arriva il primo, Tristan Steed (che ha poi vinto anche la Sprint e la Super), dopo qualche minuto Eugenio Bianchi colui che, in Italia e anche all’estero, le vince quasi tutte e incredula vedo spuntare una maglia gialla: è Luca. Non credo ai miei occhi, so quanto sia forte, ma terzo alla sua prima Beast e alla sua seconda Reebok Spartan Race, proprio non me l’aspettavo.

In più noi corriamo ma le obstacle race prevedono un'altra preparazione finalizzata a rinforzare le braccia e ad acquisire la tecnica per superare velocemente gli ostacoli. 

Inizio ad urlare anche se lui è lontano, spero che mi senta, so quanto sia importante quando sei al limite delle forze che qualcuno ti sostenga e appena esce dall’acqua lo seguo. Entra nel Parco Cimino dove sono situati i più difficili ostacoli: ai Monkey Bar arriva fino all’ultima maniglia, ma si attacca a quella di un’altra linea e quindi deve fare i burpees. Non conosce bene il regolamento, ma il giudice è irremovibile e glieli fa contare uno ad uno ad alta voce. Supera la corda molto bene e incontra due giudici per l’ostacolo memory ai quali deve dire il codice associato al suo numero ma non l’ha letto sul cartellone situato al terzo km. Gli toccano altri 30 Burpees, 60 nel giro di 200 mt., lo vedo veramente stremato. Si rialza ed entra nella zona militare, lo aspetta il giavellotto, l’ostacolo in cui conta davvero tanto la fortuna: non ce la fa, il quarto sì, a lui toccano i burpees e all’altro no. Sono al traguardo e vedo arrivare il terzo, non è lui e mi innervosisco. Arriva dopo pochissimi minuti, è il quarto classificato e termina la sua prima Reebok Spartan Race Beast in 2:32. Lo intervistano, tutti sono un po’ dispiaciuti della sua perdita di posizione proprio alla fine. Mi abbraccia ma lo vedo amareggiato e io lo tranquillizzo cercando di fargli capire che deve solo essere soddisfatto: senza allenamento di forza, senza conoscere le regole di alcuni ostacoli e la tecnica giusta per superarli, è arrivato comunque con i big di questa disciplina!

Reebok Spartan Race Super - 30 Ottobre 2016

È domenica mattina, alle 9 parte l’élite alla quale non me la sono sentita di iscrivermi e alle 9.15 la competitive, la mia! Vicino a me da subito c’è una donna, si chiama Eleonora e lei sarà il mio stimolo per tutta la gara, la supero correndo e mi riprende sugli ostacoli, è un continuo alternarsi di pozione, prima e seconda, prima e seconda. Sopraggiungono i primi muri e, non potendo ricevere aiuto perdo posizioni. Poi la sleekline, ecco i miei primi 30 burpees. Esco dall’acqua gelida e sono prima della categoria competitive, quando Luca mi vede inizia ad urlare e lì mi ricarico! Anche per me è il momento degli ostacoli nel parco: ai monkey bar, decido di non perdere tempo a provarli e vado diretta ai burpees; la corda, che la settimana precedente avevo imparato a salire grazie a un’amica insegnante di Crossfit, è troppo bagnata e non riesco: altri burpees. Procedo, trasporto il tronco quasi stremata ed è il momento del codice che ricordo molto bene. Niente da fare per il giavellotto, altri 30 Burpees. Arriviamo all’ultimo: una parete con acqua e fune, il mio incubo per tutta la gara e infatti…lo provo una volta, arrivo in cima ma non riesco ad andare dall’altra parte nonostante l’incitamento di tutto il pubblico, poi la seconda e nulla da fare, poi la terza ed Eleonora mi supera e lì non capisco più nulla, inizio ad agitarmi. Perdo almeno tre minuti e poi riesco ad andare oltre. Arrivo seconda della mia batteria competitive e settima nella classifica generale superando di gran lunga molte donne della batteria élite e mi pento di non essermi iscritta in quella! Ma sono soddisfatta!

Non mi sarei aspettata assolutamente un risultato del genere! In più ad attendermi al traguardo c’era lui, l’uomo che mi sostiene sempre, ma soprattutto l’uomo che come me non molla mai, crede nei suoi sogni e fa di tutto per raggiungerli! Il fatto di praticare lo stesso sport ci porta a comprendere molto bene quali siano le sensazioni nelle varie fasi di una gara. So perfettamente cosa provava alla partenza, quando durante i burpees temeva l’arrivo del quarto e quando ha sfiorato il podio per un soffio. Lui sa cosa provavo quando urlavo durante i burpees, quando ho iniziato a piangere perché superata dalla ragazza con la quale ho “lottato” tutta la gara. Noi sappiamo benissimo cosa proviamo e quindi sappiamo come sostenerci, come gioire e festeggiare insieme un risultato che mai ci saremmo aspettati. Ed è bello conoscere un altro mondo insieme!

Un mondo che non credevamo esistesse, fatto di amicizie, di persone che si allenano proprio con l’obiettivo di fare corse ad ostacoli, non si tratta di Crossfit o di corsa, si tratta di allenamenti mirati in vista di obiettivi sempre più grandi. E sono fiera di essere italiana, perché noi nel credere nei sogni siamo i più bravi e lo dimostrano eccellenze con Eugenio Bianchi, Stefano Colombo e Ilaria Paltrinieri che ci hanno rappresentato in tutto il mondo con ottimi risultati. Noi amiamo la montagna e la corsa, ma queste classifiche ci hanno dato uno stimolo in più a provarci e chissà…magari anche noi ci innamoreremo di questo sport!"

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Running / novembre 2016