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CrossFit® / marzo 2016
Maureen Quirk, Global Newsroom

Games 2016: l’anno del riscatto per Annie Thorisdottir

Nel lontano 2009, quando quasi nessuno aveva mai sentito parlare di CrossFit, nè tantomeno provato un WOD, Annie Thorisdottir già eseguiva alla perfezione il suo primo muscle-up davanti a migliaia di persone ai CrossFit Games.

Ebbene sì: la prima volta che l’Islandese ha eseguito un muscle-up è stato ai Games. Da allora, lo Sport of Fitness ne ha fatte di rep, tanto che nel 2015 abbiamo ritrovato i muscle-up in programma già nella fase degli Open. Il nome di Annie, però, è sempre stato in cima alla Leaderboard: una certezza.

Pronta alla vittoria

Thorisdottir non è certo il tipo da farsi intimorire da qualche muscle-up e anche nel 2015 domina gli Open senza difficoltà. Tornata forte e in forma dopo il brutto infortunio alla spina dorsale e più esperta di molte delle sue giovani concorrenti ai Games 2015, Annie arriva a Carson piena di aspettative. In moltissimi erano pronti a scommettere sulla vittoria del suo terzo titolo di Fittest on Earth.

“Lo scorso anno ai Games mi sentivo davvero al top della forma” racconta Thorisdottir. “Nel 2012, avevo fatto fatica a trovare la giusta concentrazione perchè inseguivo il secondo titolo consecutivo e sentivo moltissima pressione. Poi, dopo aver rinunciato ai Games nel 2013 a causa del mio infortunio alla schiena, l’anno successivo sono arrivata con molta apprensione alla gara, preoccupata e timorosa che la mia schiena potesse cedere di nuovo. Ma nel 2015 avevo recuperato piena fiducia in me stessa e nel mio corpo.”

Durante il primo giorno dei Games, Thorisdottir totalizza il miglior punteggio mai raggiunto in una singola giornata nell’intera storia della competizione di Carson. Il secondo giorno però, arriva una brutta sorpresa: il prossimo evento è il temuto Murph.

In un attimo, cambia tutto.

 E alla fine arriva Murph

“Nel corso di Murph, ho quasi perso il controllo, ho iniziato a sentire che il mio corpo si stava surriscaldando” racconta Annie. “I miei ricordi del secondo round di corsa (1,6 km) sono davvero annebbiati”.

“Ricordo solo che dentro di me continuavo a ripetermi che sarebbe stata la testa ad abbandonarmi, prima ancora del corpo. Ho sempre creduto che davanti alle difficoltà sarebbe andata così. Eppure durante Murph... la concentrazione non mancava, la testa c’era, ma sentivo che il corpo mi stava abbandonando.”

Thorisdottir scoprirà solo più tardi di aver avuto un vero e proprio colpo di calore durante quel workout. Sul momento però, l’accanitissima atleta assetata di competizione non vuole saperne, non accetta che qualcosa vada storto e così continua la gara fino alla fine.

A fine della giornata, però, Annie accusa febbre e debolezza e la famiglia inizia a preoccuparsi. “Sapevo che i miei genitori e il mio fidanzato erano in pensiero e volevano che mi fermassi ma questa è una decisione che spetta solo ed esclusivamente a me. Una decisione che devo prendere da sola” rivela Annie.

Una decisione che non era affatto pronta a prendere.

Il momento decisivo

“Il giorno seguente, ero molto concentrata e pronta mentalmente. Erano usciti dei workout molto belli. Ma quando sono entrata nello stadio, ho sentito che il mio corpo non era pronto. Non riuscivo nemmero a fare dei clean and jerks con pesi ridicoli, che sollevavo da quando avevo 19 anni”. Durante la giornata di sabato, Annie aveva già completato tutti e quattro gli eventi, nella speranza che il suo corpo potesse in qualche modo riprendersi.

Alla fine però, deve arrendersi e ritirarsi dai Games senza partecipare all’ultimo giorno di gara.

“È stata un’esperienza del tutto nuova per me, non avevo mai provato una cosa del genere prima di allora. Quando mi sono fatta male alla schiena (nel 2013), è stato a causa di un mio stupido errore. Ma per la prima volta, ai Games 2015, il mio corpo aveva deciso inaspettatamente di arrendersi. Non c’era modo di recuperare.”

Il ritorno della campionessa

Erano passati dieci giorni dalla gara, ma il fisico di Thorisdottir era ancora in pessimo stato. “Non riuscivo a fare un solo push-up” racconta.

Ci è voluta qualche settimana prima che Annie riacquistasse le forze, e anche allora, l’idea di tornare a gareggiare era difficile da affrontare, sia per lei, sia per la sua famiglia ancora scossa dagli avvenimenti.

Otto mesi dopo, Annie torna in splendida forma, riprende un allenamento regolare e intenso e inizia a considerare il suo ritiro dai Games dello scorso anno come una fortissima motivazione.

“Di certo non voglio che l’episodio dello scorso anno diventi il mio addio ai Games”, dice. “Non permetterò che quanto accaduto a Carson nel 2015 rovini la mia reputazione o il mio futuro. Voglio che le persone lo sappiano.”

La scorsa setitmana, Annie Thorisdottir ha conquistato la sesta posizione nella classifica mondiale degli Open sul 16.1, un ottimo inizio verso i Games.

Nonostante l’esito dei Games 2015, Thorisdottir è attualmente la campionessa in carica degli Open. Vuole riconfermare il titolo? Di fronte a questa domanda, ride e ammette “Certo vincere nuovamente gli Open sarebbe bello, ma vincere i Games sarebbe ancora meglio.”

“Dopo il fallimento dello scorso anno ai Games, oggi sono ancora più determinata a dare il massimo per raggiungere il mio obiettivo.”

CrossFit® / marzo 2016
Maureen Quirk, Global Newsroom